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ATTIVITA’ DELLA FORMAZIONE MEDICI RSA dal 2004 ad oggi

Si vuole qui riportare l’attività della “Formazione medici RSA” del 2008 ma per completezza si ripercorre anche l’attività svolta fin dalla sua istituzione nel 2004.

Il dispositivo: l’origine e il cambiamento delle sue funzioni e degli obiettivi in seguito al cambiamento del contesto

La “Formazione Coordinatori RSA” si configura come una agenzia formativa autonoma che sussiste grazie ad una convenzione tra la Provincia Autonoma di Trento e l’Ordine Provinciale dei Medici e si avvale delle risorse didattiche e umane della “Scuola di Formazione in Medicina Generale”, dove ha sede e dove avviene l’attività didattica d’aula. Nasce con l’obiettivo di organizzare un corso di aggiornamento per i medici che di fatto hanno funzione di coordinamento all’interno delle RSA trentine, al fine di fornire loro le competenze attese definite dalla Provincia Autonoma di Trento (sulla base delibera n. 3184 12/12/2003 della Giunta Provinciale) e riportate nella tab 1.

L’esigenza di una figura nuova di medico competente in quest’area specifica dell’assistenza nasce da due considerazioni, una generale di politica sanitaria e una specifica sulla gestione delle RSA: la prima è che il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento dei bisogni sanitari e sociali richiedono un ripensamento nella formazione dei medici e degli infermieri attraverso percorsi specifici per sviluppare competenze assistenziali, gestionali, relazionali ed educative, la seconda è che la tipologia degli ospiti delle RSA sta mutando velocemente e richiede una preparazione sanitaria diversa, consistente in alte capacità tecniche cliniche, unite a un’atteggiamento gerontologico e non geriatrico nuovo, attento al soggetto sofferente, rispettoso della sua autonomia, ma anche capacità manageriali e organizzative per creare un ambiente assistenziale di qualità.

Il medico coordinatore deve garantire:

  •  la collaborazione nelle attività di organizzazione della vita comunitaria;
  •  la direzione e coordinamento del personale infermieristico e della riabilitazione; al fine di gestire l’assistenza personalizzata all’ospite
  •  la predisposizione ed attuazione di misure di prevenzione nei confronti della comunità e dei singoli ospiti;
  •  l’adozione, il controllo la vigilanza delle norme igienico sanitarie e di sicurezza;
  •  l’approvvigionamento dei farmaci e la vigilanza sulla loro utilizzazione;
  •  il raccordo con l’Azienda Sanitaria, il medico coordinatore di distretto, i medici specialistici che forniscono consulenza alla RSA. 

Tab 1

 

La “Formazione coordinatori RSA”, sulla base delle direttive esplicitate nella convenzione tra Provincia Autonoma e Ordine dei Medici, si è data una propria struttura organizzativa e un regolamento e, sulla base di una concezione che vede la formazione come un progetto complessivo che incide sulla cultura professionale, si è posta una serie di obiettivi che vanno oltre la semplice effettuazione del corso:

In primo luogo la formazione della figura professionale in oggetto attraverso l’organizzazione di un corso.

In secondo luogo la formazione dei tutor e l’accreditamento delle strutture trentine per creare un dispositivo formativo sul campo utile ai futuri colleghi in formazione.

In terzo luogo la formazione permanente dei professionisti formati sia al fine dell’aggiornamento sia al fine dell’approfondimento della cultura professionale

In quarto luogo la creazione di una comunità di pratiche e pensiero che raccolga i medici che lavorano nelle strutture per anziani e che affrontano problemi specifici di assistenza ad anziani residenti in struttura. Mentre una cultura gerontologica si impone oggi a tutti i medici, una cultura dell’assistenza dell’anziano residente in struttura deve emergere come tratto specialistico di competenza. Costruire una rete locale di professionisti che creino un loro linguaggio, un ambiente comune di pratiche e dei riferimenti teorici specifici è un obiettivo quindi correlato ma non meno importante della formazione.

Infine, per rinforzare la comunità locale professionale che si vuole costruire, cercare sinergie nazionali e internazionali (tab 2).

Sono stati utilizzati i locali e gli strumenti didattici della Scuola di formazione in medicina generale: la disponibilità da parte del Direttore e del personale della scuola ha creato un clima di collaborazione che è stato fondamentale per la buona riuscita del corso.

Obiettivi della Formazione Coordinatori

□       formazione della figura professionale

□       formazione dei tutor

□       l’accreditamento delle strutture

□       formazione permanente

□       creazione di una comunità di pratiche e pensiero

□       sinergie nazionali e internazionali

Tab 2

 

La “Formazione Coordinatori RSA”, con l’effettuazione dei primi due corsi ha esaurito l’offerta formativa ai medici in attività presso le RSA delle provincia e si è quindi posta l’obiettivo di organizzare:

  1. la formazione permanente dei professionisti formati sia al fine dell’aggiornamento sia al fine dell’approfondimento della cultura professionale
  2. un corso base per medici che eseguono o hanno intenzione di eseguire lavoro clinico nelle RSA
  3. un corso base specifico per medici coordinatori per soddisfare alla richiesta di medici che per varie ragioni non hanno seguito gli altri corsi e per reclutare nuovi coordinatori.
  4. la formazione dei tutor
  5. l’allargamento e il mantenimento delle comunità di pratiche e pensiero che si era costituita su stimolo dell’attività precedente

 

 

 

Si è così denominata “Formazione medici RSA”

In accordo con il Servizio Organizzazione e Qualità delle Attività Sanitarie si è preparata una giornata di consultazione con i coordinatori già formati per ridefinire gli obiettivi didattici di un futuro corso. I risultati sono disponibili nel report del 13 gennaio 2006 presentato al Comitato di Coordinamento e allegato al verbale della seduta del 27 aprile 2006.

Dalla giornata di consultazione è emersa la proposta di attuare due segmenti formativi uno obbligatorio per preparare i coordinatori e uno opzionale per preparare i medici che eseguono esclusivamente lavoro clinico. Per preparare un progetto formativo che incontrasse tale proposta nel 2006 sono stati effettuati 9  incontri del gruppo di progetto composto dal direttore, due coordinatori, e alcuni consulenti di contenuto esperti. Il progetto formativo non è stato approvato e non vi è stato alcun finanziamento.

Il Comitato di Coordinamento in data 25 ottobre 2006 ha dato mandato di progettare quindi un corso di formazione per medici di RSA e non più rivolto ai coordinatori che comprendesse sia le competenze cliniche che quelle di coordinamento, ponendo l’accento sulla competenza medica e non di coordinamento. D’altra parte il titolo fornito si configura equipollente a quello dei corsi precedenti. La differenza stava anche nel fatto che il fruitore di tale corso era medico che non necessariamente faceva attività in RSA.

Si è dovuto progettare quindi un corso con un numero di ore di lavoro d’aula maggiore ma con lo stesso equilibrio tra contenuti clinici e contenuti gestionali.

A questo fine sono stati effettuati 15 incontri del gruppo di progetto composto dal direttore, due coordinatori, e alcuni consulenti di contenuto esperti. Il progetto formativo è stato approvato e il  finanziamento è stato impegnato con determina N 70 del 8 agosto 2007.

L’obiettivo di tale formazione è mettere in grado ogni medico che lavori in RSA di affrontare le problematiche cliniche del malato e del disabile in istituzione, che sono multiple e complesse, seguendo le regole di buona pratica medica e ponendo una particolare attenzione al senso che l’azione medica viene ad avere per il singolo soggetto, considerato come persona con una storia e in relazione con i famigliari e gli altri ospiti, portatore di bisogni, desideri e paure. Inoltre, il medico coordinatore deve saper affrontare tali problematiche strutturando un organizzazione assistenziale di qualità e vigilando sui processi che ne garantiscono il mantenimento, tenendo conto dei soggetti costituzionali coinvolti e delle competenze del personale di assistenza, con l’obiettivo ultimo di fornire un’assistenza personalizzata all’ospite considerato sempre come soggetto di vita (tab 3).

Obiettivi

Saper gestire l’assistenza personalizzata all’ospite

Saper valutare l’ospite

Saper accogliere l’ospite

Saper gestire l’ospite disabile

Saper gestire la nutrizione dell’ospite

Saper affrontare e gestire i problemi clinici

Saper gestire l’ospite morente, terminale o in coma

Saper gestire la comunità dal punto di vista igienico sanitario

Saper gestire le relazioni con la direzione dell’RSA e con i soggetti istituzionali coinvolti

Competenze propedeutiche trasversali di base

Conoscere il ruolo della RSA

Saper lavorare in equipe e gestire la relazione con l’ospite e la sua famiglia

Saper apprendere dall’esperienza sul campo, riflettere individualmente e in gruppo e documentare le elaborazioni fatte con l’obiettivo di costruire una omogeneità di pratiche

Tab 3

In data 15 settembre è stato costituito comitato programmazione didattica utilizzando i tutor che volontariamente avevano partecipato alla stesura del progetto e il gruppo si è dato un regolamento in data 19 settembre 2007 inviato per conoscenza all’Ordine dei Medici con prot. 394/E3/V/V.

Il programma e il metodo

L’architettura del corso è stata ideata sulla base di una posizione educativa che vede l’apprendimento sul campo come momento principe nel percorso formativo del professionista. I momento d’aula è solo stimolo, chiarificazione, direttiva generale, spunto conoscitivo per il lavoro del discente che avviene on the job.

L’apprendimento d’aula comprende le lezioni frontali, i laboratori, il lavoro in piccoli gruppi secondo la metodologia del PBL e della discussione casi; sono attività gestite dai singoli docenti con il supporto dei tutor. Inoltre, l’apprendimento d’aula è caratterizzato da una serie di momenti di briefing e debriefing dell’attività di ricerca, osservazione e intervento sul campo. Tali attività sono gestite in prima persona dai tutor dei piccoli gruppi per mantenere una continuità nel percorso.

Ad ogni partecipante è assegnato un tutor che lo segue individualmente lungo tutto il percorso formativo concordando obiettivi tempi e modi sia dell’apprendimento sul campo che degli elaborati da produrre. 

La valutazione

Come è noto la valutazione è il momento cardine di ogni attività didattica, stimolo di riflessione e spinta per la riproposizione del successivo momento formativo. Gli oggetti della valutazione sono due: innanzitutto i discenti, secondariamente l’azione formativa in sé. Vista l’architettura del corso si è voluto quindi concentrare il momento valutativo sulla attività sul campo, quindi oltre alla valutazione dell’ apprendimento d’aula con compito a domande aperte (formato ECM), si è posta particolare cura alla valutazione dei report di attività sul campo, considerati strumento di riflessione sulla base dell’osservazione del contesto organizzativo, utili all’eventuale implementazione di processi di miglioramento della qualità. Inoltre, il periodo di formazione si conclude con l’espletamento di un colloquio finale, che prevede anche la presentazione e discussione di un elaborato. L’esame è condotto da una Commissione giudicatrice presieduta dal Direttore del corso e composta da due docenti del corso nominati dall’Ordine dei Medici, da un rappresentante dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, da un rappresentante dell’U.P.I.P.A. e da un rappresentante della Provincia in possesso della qualifica di Dirigente.

Alla commissione dell’esame finale è quindi presentata la valutazione delle attività sul campo effettuate e l’elaborato finale.

L’elaborato finale è l’esito di un processo di riflessione e compilazione che inizia fin dal primo momento d’aula e di attività sul campo. Esso può consistere in un progetto di miglioramento della qualità dell’assistenza nell’ambiente di lavoro relativamente ad un’area di interesse osservata e analizzata concordata con il tutor, oppure il report di una azione di miglioramento effettuata in un area di interesse concordata con il tutor. Può essere un elaborato individuale o di gruppo.

I report possono poi essere  poi parte integrante dell’elaborato finale. Il tutor segue mediante tutorato a distanza, tutorato di gruppo e individuale il discente curando gli aspetti metodologici di tale primo momento di osservazione e analisi dell’ambiente di lavoro. Deve essere scelto un metodo idoneo all’obiettivo di conoscenza che il discente si pone. Entro la fine del corso il discente deve presentare l’elaborato in toto. 

I corso marzo 2004–dicembre 2004 (20 partecipanti)

Il programma formativo del corso è stato approvato dal Comitato di Coordinamento nell’incontro in data 12 gennaio 2004. Il corso è iniziato come previsto il 25 marzo 2004.

Il direttore ha stilato un regolamento per la parte inerente la descrizione delle prove di apprendimento e le norme per la frequenza, successivamente condiviso con i discenti, e ha definito la struttura organizzativa del corso, identificando il gruppo dei tutor e le loro funzioni e istituendo il comitato di pianificazione e gestione didattica, che si è avvalso anche della consulenza di esperti di contenuto (dott. Massimiliano Colombo, dott. Gabriele Noro e il dott. Massimo Giordani).

È stata assunta dall’Ordine dei Medici una segretaria amministrativa e ne sono state definite le funzioni organizzative e amministrative.

Sono stati indagati i bisogni formativi del gruppo dei discenti al fine di modulare l’azione formativa sulla base delle loro conoscenze e delle competenze possedute.

Sono stati effettuati  quaranta moduli d’aula di quattro ore ciascuno (160 ore in totale), ed è stato prodotto dai partecipanti  materiale scritto relativo ai lavori di osservazione della realtà organizzativa e clinica delle propria RSA per un totale di 190 ore di lavoro sul campo.

Da parte dei partecipanti sono state completate le tesi di fine corso e sono state presentate alla Commissione giudicatrice il 3 febbraio 2005 in occasione del colloquio finale di valutazione.

I risultati del lavoro d’aula e del lavoro sul campo e gli elaborati finali sono stati resi disponibili in visione alla commissione giudicatrice e sono ora conservati agli atti. Sono stati prodotti report su aspetti dell’organizzazione delle rispettive RSA e una raccolta di casi emblematici attraverso la tecnica dell’incedente critico. Sono stati prodotti 20 elaborati finali, tra i quali spiccano quattro ricerche originali, due progetti di miglioramento della qualità dell’assistenza, una descrizione di un progetto di innovazione in atto, una riflessione articolata su un problema specifico.

15 hanno frequentato  oltre il 90% delle ore d’aula e 5 tra 80 e 90%. Nessun drop out. Tutti i 20 partecipanti hanno acquisito il certificato di formazione.

La valutazione dell’evento formativo seguendo i consueti criteri di rilevanza degli argomenti, di qualità educativa e di efficacia è stata positiva in quanto la grande maggioranza dei partecipanti ha valutato rilevante o molto rilevante l’argomento e buona o eccellente la qualità e eccellente o efficace l’evento. Pochi i giudizi intermedi. Ha valutato non rilevante o poco rilevante l’argomento trattato solo un discente in tre diversi moduli. La qualità educativa è stata giudicata scarsa o mediocre solo da un discente in due moduli. L’evento è stato giudicato inefficacie o parzialmente efficace solo in quattro diversi moduli (da un discente in due di essi, da due discenti in uno di essi, e da tre discenti in uno di essi). Si è notato un incremento dell’interesse dall’inizio del corso alle ultime giornate. Sono disponibili nella relazione di fine corso gli istogrammi di valutazione, compresa la valutazione del modulo migliore e quella del modulo giudicato peggiore.

Le prove di apprendimento consistenti in temi scritti sull’argomento specifico sono state effettuate con attenzione e profitto.

Dieci discenti hanno poi attivamente espletato la funzione di tutor per i partecipanti del secondo corso 

II corso aprile 2005-aprile 2006 (17 partecipanti)

Per quanto riguarda la seconda edizione del corso la struttura generale è rimasta pressoché la stessa, ma si sono introdotte alcune modifiche sulla base dell’esperienza effettuata durante il primo corso e sulla base del fatto che per la seconda edizione sono resi disponibili tutor disciplinari per il tirocinio sul campo (formati con il corso per tutor precedente). Inoltre, si è ritenuta fondamentale per la ritaratura del corso l’intervento fattivo dei partecipanti al primo corso nell’ambito del comitato di pianificazione e gestione didattica. Quindi  l’apprendimento sul campo è stato eseguito per almeno 35 ore  in altre RSA oltre che nella propria con l’assistenza dei tutor.

Il programma formativo del corso è stato approvato dal Comitato di Coordinamento nell’incontro in data 11 ottobre 2004. Il corso è iniziato come previsto il 7 aprile 2005.

A tutti i medici delle RSA della provincia facenti funzione di coordinatori è stata data la possibilità di partecipare. Sono stati aperti due posti per partecipanti provenienti da altre regioni.

Sono stati effettuati  quaranta moduli d’aula di quattro ore ciascuno, ed è stato prodotto dai partecipanti  materiale scritto relativo ai lavori di osservazione della realtà organizzativa e clinica della propria RSA e delle RSA visitate.

Da parte dei partecipanti sono state completate le tesi di fine corso e sono state presentate alla Commissione giudicatrice il 30 marzo 2006 in occasione del colloquio finale di valutazione (all. 1).

I risultati del lavoro d’aula e del lavoro sul campo e gli elaborati finali sono stati resi disponibili in visione alla commissione giudicatrice e sono ora conservati agli atti. Sono stati prodotti report su aspetti dell’organizzazione delle rispettive RSA. Sono stati prodotti 16 elaborati finali, tra i quali spiccano sei ricerche originali, due riflessioni su un’esperienza in atto, e due riflessioni su caso clinico singolo.

10 hanno frequentato  oltre il 90% delle ore d’aula e 6 tra 80 e 90%. Un partecipante non ha frequentato il numero di ore minimo per essere ammesso all’esame finale. 16 partecipanti hanno acquisito il titolo

La valutazione dell’evento formativo seguendo i consueti criteri di rilevanza degli argomenti, di qualità educativa e di efficacia è stata positiva in quanto la grande maggioranza dei partecipanti ha valutato rilevante o molto rilevante l’argomento e buona o eccellente la qualità e eccellente o efficace l’evento. I giudizi intermedi: su 13 valutazioni fatte l’evento è stato giudicato abbastanza rilevante da un partecipante in 5 rilevazioni e da due a quattro partecipanti in 3 rilevazioni, è stato giudicato soddisfacente da un partecipante in 4 rilevazioni e da due a quattro partecipanti in 3, è stato giudicato abbastanza efficace da un partecipante in 6 rilevazioni e da due a quattro partecipanti in 7 rilevazioni. I giudizi negativi sono praticamente assenti: solo un modulo è stato valutato parzialmente efficace da un partecipante. Si rileva così la miglior qualità del secondo corso rispetto al primo. Sono disponibili nella relazione di fine corso gli istogrammi di valutazione, compresa la valutazione del modulo migliore e quella del modulo giudicato peggiore.

Le prove di apprendimento consistenti in temi scritti sull’argomento specifico sono state effettuate con attenzione e profitto.

Il tirocinio in una RSA diversa dalla propria è stato effettuato da tutti i partecipanti. 

III corso settembre 2007-dicembre 2008 (22 partecipanti)

Per quanto riguarda la terza edizione del corso la struttura generale è cambiata sulla base delle modificazioni del dispositivo e degli obiettivi didattici di cui si è parlato nel capitolo 2 del presente report. Sono stati effettuati  quarantotto moduli d’aula di quattro ore ciascuno, e l’apprendimento sul campo è stato eseguito per almeno 180 ore nelle sedi accreditate. Esso è avvenuto in due momenti distinti: uno di immersione nella realtà delle RSA di almeno 40 ore certificate dal tutor di struttura avente come obiettivo la conoscenza del funzionamento di una RSA, dei ruoli degli operatori, delle loro competenze e dell’organizzazione del lavoro rispetto alle varie tipologie di ospiti. Un secondo momento di esperienza mirata sul campo al fine di produrre approfondimenti su argomenti a scelta sia nel campo delle ricerca che del miglioramento della qualità, sia nella progettazione  dell’innovazione che della riflessione e dell’analisi della realtà organizzativa e clinica, con la produzione di report o di elaborato finale per un auspicato totale di almeno 140 ore di lavoro.

A tutti i medici delle RSA della provincia facenti funzione clinica o di coordinamento è stata data la possibilità di partecipare. Sono stati aperti tre posti per partecipanti provenienti da altre regioni.

Da parte dei partecipanti sono state completate le tesi di fine corso e sono state presentate alla Commissione giudicatrice il 18 dicembre 2008 in occasione del colloquio finale di valutazione (all. 2).

I risultati del lavoro d’aula e del lavoro sul campo e gli elaborati finali sono stati resi disponibili in visione alla commissione giudicatrice e sono ora conservati agli atti. Sono stati prodotti report su aspetti dell’organizzazione delle RSA in cui è stato effettuato il tirocinio di “immersione”. Sono stati prodotti 11 elaborati finali, eseguiti prevalentemente in gruppo, tra i quali si vogliono notare tre ricerche originali.

Cinque partecipanti sono stati sempre presenti in aula, 10 hanno frequentato  oltre il 90% delle ore d’aula e 5 tra 80 e 90%. Un partecipante non ha frequentato il numero di ore minimo per essere ammesso all’esame finale e un partecipante non si è presentato all’esame finale. Venti partecipanti hanno acquisito il titolo.

È stata eseguita una valutazione del corso l’ultima giornata che è stata molto positiva (istogrammi di all. 3). La valutazione dell’evento formativo nelle giornate ECM è stata molto positiva e i risultati sono a disposizione archiviati.

Le prove di apprendimento consistenti in temi scritti sull’argomento specifico sono state effettuate con attenzione e profitto.

È stato fatto uno sforzo notevole per coinvolgere nella didattica i medici che avevano partecipato ai corso precedenti, in base al principio formativo che i professionisti che hanno esperienza lavorativa diretta in un contesto sono i migliori attori per la trasmissione di un sapere situato e altamente connesso alla pratica relativo al contesto stesso. Questa concezione permette di costruire la comunità di pratiche al meglio e di trasmettere una specifica cultura professionale. Il corso è risultato così composto da momenti d’aula “classici” sulla falsariga dei corsi precedenti e effettuati da docenti conosciuti e importanti a livello nazionale e da momenti d’aula intermente condotti da medici coordinatori che hanno effettuato i primi corsi e che portano la fresca esperienza e il loro “sapere situato”. 

Identificazione sinergie allargate

A livello nazionale è stata identificata la SIGG, società italiana di gerontologia e geriatria, come interlocutore disponibile e attento, che ha contribuito a presentare una visione gerontologica attraverso i numerosi interventi degli studiosi più importanti a livello nazionale.

A livello europeo dopo un’indagine sulla situazione dei vari paesi dell’unione si è identificata l’Olanda come luogo in cui un’esperienza simile è attuata, vale a dire dove è in atto da molti anni un corso di una certa durata e consistenza rivolto ai medici che lavoreranno nelle case di riposo, e che crea una figura specialistica non assimilabile al geriatra. Si è iniziato così uno scambio culturale proficuo nell’ambito di un gemellaggio con l’università di Nimegen.

 

Comunicazione a livello nazionale del lavoro di formazione effettuato

Il direttore e il consulente dott. Gabriele Noro hanno comunicato formalmente in ambito scientifico nazionale il lavoro di formazione che è stato implementato nella Provincia di Trento. È stata scritta una comunicazione sul Bollettino SIGG dell’agosto 2004 numero 8 ed è stato presentato un poster al 50° congresso nazionale  della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia svoltosi a Firenze dal 9 al 12 novembre 2005 e l’abstract è apparso agli atti del convegno. Il corso effettuato è stato riconosciuto come esperienza unica in Italia e guardato con interesse da numerosi geriatri responsabili dell’iter formativo specialistico in geriatria. 

IV corso ottobre 2009 novembre 2010.in atto (17 partecipanti)

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