|
|
||
Sei in: Istituto > FORMAZIONE SPECIFICA > Strutturazione del corso |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]()
|
INDICELA SPECIALIZZAZIONE DI MEDICINA GENERALE (WONCA EUROPE, 2002)
CORSO TRIENNALE DI FORMAZIONE IN MEDICINA GENERALE DI TRENTO
Strutturazione del corsoLA SPECIALIZZAZIONE DI MEDICINA GENERALE (WONCA EUROPE, 2002) La Società europea di Medicina Generale/Medicina di Famiglia (WONCA EUROPE) nel 2002 nell’ambito di un Consensus Statement ha elaborato un documento che tutt’oggi rappresenta un’importante riferimento per il progetto formativo di questa scuola. Si richiamano di seguito i passaggi più importanti. I medici di medicina generale/di famiglia sono medici specialisti formati ai principi della disciplina. Essi sono medici di fiducia del singolo individuo, principalmente responsabili dell’erogazione di cure integrate e continuative ad ogni singola persona che ricerca cure mediche indipendentemente dal sesso, dall’età e dal tipo di patologia. Essi curano gli individui nel contesto della loro famiglia, della loro comunità e cultura, rispettando sempre l’autonomia dei propri pazienti. Sanno di avere anche una responsabilità professionale nei confronti della comunità nella quale lavorano. Quando negoziano piani di gestione con i pazienti integrano i fattori fisici, psicologici, sociali, culturali ed esistenziali, servendosi della conoscenza e della fiducia maturata nel corso di contatti ripetuti. I medici di medicina generale/di famiglia esercitano il loro ruolo professionale promuovendo la salute, prevenendo le malattie e fornendo terapie, cure o interventi palliativi. Ciò avviene sia direttamente, sia attraverso i servizi di altri in accordo con i bisogni di salute e le risorse disponibili nella comunità in cui sono inseriti, assistendo i pazienti dove necessario nell’accesso a questi servizi. Essi devono assumersi la responsabilità di sviluppare e mantenere le loro abilità professionali, l’equilibrio personale e i valori come base per la cura efficace e sicura dei pazienti.
Le undici caratteristiche centrali che definiscono la disciplina sono in relazione con undici abilità che ogni specialista in medicina di famiglia deve possedere. Possono essere raccolte in sei competenze costitutive: 1. Gestione delle cure primarie a) L’abilità di gestire il primo contatto con i pazienti; b) L’abilità di coordinare le cure con altri professionisti di cure primarie e con altri specialisti giungendo alla fornitura di cure efficaci e appropriate, assumendo le difese del paziente laddove necessario. 2. Cure centrate sul paziente c) L’abilità di adottare un approccio centrato sulla persona nel trattare i pazienti e i problemi; d) L’abilità di sviluppare e applicare la consultazione tipica della medicina generale per ottenere un’efficace relazione medico-paziente; e) L’abilità di provvedere una continuità longitudinale delle cure così come richiesto dai bisogni dei pazienti. 3. Abilità specifica al problem solving f) L’abilità di utilizzare il processo specifico decisionale sulla base dalla prevalenza e dell’incidenza delle malattie nella comunità; g) L’abilità di gestire le condizioni che si presentano in modo precoce e indifferenziato e di intervenire urgentemente quando necessario. 4. Approccio integrato h) L’abilità di gestire contemporaneamente problemi di salute acuti e cronici nel singolo individuo i) L’abilità di promuovere la salute e il benessere applicando correttamente strategie di promozione della salute e di prevenzione delle malattie 5. Orientamento alla comunità j) L’abilità di conciliare i bisogni di salute dei singoli pazienti e i bisogni di salute della comunità in cui vivono in modo equilibrato con le risorse disponibili. 6. Modello olistico k) L’abilità a usare il modello bio-psico-sociale tenendo conto delle dimensioni culturali ed esistenziali. §2 Per praticare la specialità il medico competente implementa queste competenze in tre aree importanti : a) i compiti clinici b) la comunicazione con i pazienti c) la gestione dell’ambulatorio §3 Per praticare la medicina generale, disciplina scientifica basata sulla persona, sono fondamentali tre caratteristiche di fondo a) una sensibilità al Contesto : che si manifesta nella capacità di utilizzare il contesto della persona, della famiglia, della comunità e la cultura della quale sono portatori; b) una Attitudine : che si basa sulle capacità professionali del medico, sui suoi valori e sulla sua etica c) un approccio Scientifico: che si esprime nell’adozione di un approccio all’attività clinica, critico e fondato sulla ricerca, curato e arricchito nel tempo attraverso una formazione continua e la ricerca del miglioramento della qualità. L’interrelazione delle competenze costitutive, delle aree di applicazione e delle caratteristiche fondamentali di fondo caratterizza la disciplina e sottolinea la complessità della specialità. È questa complessa interrelazione di competenze costitutive che deve guidare ed essere riflessa nello sviluppo dei relativi programmi di sviluppo dell’insegnamento, della ricerca e del miglioramento della qualità. CORSO TRIENNALE DI FORMAZIONE IN MEDICINA GENERALE DI TRENTO Organizzatori curriculari annuali Il curriculum dal primo al terzo anno si sviluppa attorno ai seguenti organizzatori:
Per ciascun anno di corso sono definite le competenze che il medico frequentante deve raggiungere attraverso l’offerta formativa che è costituita da: insegnamenti teorico-pratici, seminari, laboratori di autovalutazione, attività tutoriali, attività pratica nei servizi ed affiancamento al Medico di Medicina generale. Competenze “core” da raggiungere entro il 1° anno Competenze clinico-relazionali Queste competenze devono essere declinate sui seguenti problemi, scelti per frequenza epidemiologica, gravità, rarità ed esemplarità formativa:
Competenze metodologiche Ricercare, selezionare fonti bibliografiche primarie e secondarie e valutarne rilevanza qualità e trasferibilità dei dati di letteratura Competenze organizzative a supporto dei processi di cura Riconoscere i percorsi previsti per specifici problemi e il rispetto delle procedure relative ( piano terapeutico, esenzione ticket, applicazione note AIFA, codici RAO, attivazione ADI, iter invalidità civile, compilazione ricetta, certificati, prescrizione ausili e sussidi…)
Competenze “core” da raggiungere entro il 2° anno La finalità formativa del 2° anno è quella di sviluppare le competenze necessarie per gestire i problemi cronici in integrazione con gli altri professionisti della salute presenti all’interno delle cure primarie o delle altre specialità adattando al singolo paziente i percorsi diagnostici e terapeutici Competenze cliniche Nell’ambito della presa in carico dei pazienti tipica della medicina generale gestire pazienti con patologie croniche , scelte per frequenza epidemiologica, complessità, ed esemplarità formativa:
Competenze relazionali Gestire la relazione di lunga durata con il paziente utilizzando gli strumenti di modulazione della stessa e le abilità nell’ascolto e nell’utilizzo dell’affettività. Agire la relazione con il paziente avendo consapevolezza delle proprie “teorie in uso”, emozioni, sentimenti. Riconoscere i meccanismi di adattamento alla malattia cronica che il paziente mette in atto per una presa in carico personalizzata. Competenze metodologiche Utilizzare il metodo clinico per prendere decisioni in situazioni complesse acute e croniche Scegliere percorsi diagnostici appropriati in collaborazione con gli altri professionisti Agire una pratica clinica in cui l’istanza tecnica sia integrata con l’istanza etica Incorporare nella pratica le dimensioni della soggettività dei pazienti, della rete sociale di riferimento e le dimensioni organizzative del sistema sanitario Articolazione del corso e organizzazione dell’attività pratica e teorica della scuola L’art. 24 del D. Lgs. 368/99, come modificato dal D. Lgs. 277/03, prevede che il diploma si consegue a seguito di un corso di formazione della durata di tre anni. La formazione prevede un totale di almeno 4800 ore di cui 2/3 rivolti all’attività formativa di natura pratica. Il corso si articola in attività didattiche teoriche e attività didattiche pratiche da svolgersi nelle strutture ospedaliere e territoriali individuate e presso l’ambulatorio di un medico di medicina generale accreditato.
La Scuola prevede quindi un impegno settimanale di 42 ore, comprensive di 24 ore di attività pratica, sei ore di attività d’aula e dodici ore di studio individuale Ogni esperienza di attività formativa pratica è finalizzata al raggiungimento di obiettivi definiti per ciascuna sede e di complessità graduale rispetto all’anno di corso. I Tutor garantiscono feedback formativi continui e, al termine dell’esperienza formativa, compilano una scheda di valutazione in cui accertano la regolarità della frequenza e il grado di raggiungimento degli obiettivi, al fine di permettere l’assegnazione dei crediti formativi relativi all’attività svolta. Attività Didattica Teorica L’attività didattica teorica è finalizzata all’apprendimento della disciplina: viene programmata e realizzata attraverso seminari, esercitazioni (individuali e/o gruppo), sessioni di briefing/debriefing, ed è orientata all’applicazione e alla declinazione delle conoscenze, al contesto e alla pratica della Medicina Generale. Le Attività Didattiche Teoriche nel triennio prevedono il seguente impegno per gli studenti.
Attività Didattica Pratica I percorsi di formazione vengono articolati in settimane di attività per ciascuna Area specialistica in accordo con quanto disposto dall’art. 26 dello stesso D.Lgs. 368/99 e s.m.i.
Piano di studio del primo anno
Piano di studio del secondo anno
Il Decreto 368/99 prevede all’articolo 27 la valutazione del medico in formazione da parte del Responsabile dell’attività teorica e dei Responsabili delle attività pratiche. Tale valutazione ha luogo, alla fine di ciascun anno, attraverso un esame certificativo delle competenze raggiunte effettuato in modo collegiale da una Commissione di Docenti. Qualora il medico in formazione non abbia conseguito gli obiettivi previsti, è ammesso a frequentare nuovamente il periodo stesso per una sola volta nel triennio successivo. In caso di un secondo giudizio negativo il tirocinante è escluso dalla frequenza al corso. Durante la ripetizione del periodo formativo è sospesa l’erogazione della borsa di studio. L’efficacia formativa del percorso richiede una continuità nella frequenza delle attività teoriche e pratiche. La frequenza è obbligatoria. La frequenza deve essere documentata su apposito modulo, fornito dalla segreteria, controfirmato dal Tutor alla fine di ciascun periodo di attività pratica. Il medico in formazione può assentarsi, senza sospensione della borsa di studio, fino ad un massimo di 30 giorni ogni anno di Corso, di cui massimo sei giorni di attività teorica e ventiquattro giorni di attività pratica e purché tali giorni di assenza non pregiudichino il raggiungimento degli obiettivi formativi. (art. 24 co 5 del Decreto Legislativo n. 368/1999 e s.m.). L’assenza giustificata per motivi personali documentati, deve essere preventivamente autorizzata, salvo causa di forza maggiore. I giorni festivi compresi fra due giorni di assenza vengono considerati giorni di assenza. Le assenze devono essere recuperate: 1) per l’attività pratica nei periodi di sospensione dell’attività della Scuola nelle attività di tirocinio disponibili 2) per l’attività teorica (si conviene che è tollerata un’assenza massima di 12 incontri di tre ore ogni anno di corso, fatto salvo il conseguimento degli obiettivi formativi) è previsto un recupero mediante studio individuale al fine del superamento della valutazione certificativa annuale. Il Corso è strutturato a tempo pieno. La formazione a tempo pieno implica la partecipazione alla totalità delle attività mediche del servizio presso il quale si effettua la formazione, comprese le guardie, in modo che il medico in formazione dedichi a tale formazione pratica e teorica tutta la sua attività professionale. E’ inibito al medico in formazione l’esercizio di attività libero-professionali ed ogni rapporto di convenzionale, precario o di consulenza con il Servizio Sanitario Nazionale o enti e istituzioni pubbliche o private, anche di carattere saltuario o temporaneo. Durante la frequenza del corso è, altresì, esclusa la contemporanea iscrizione o frequenza a corsi di specializzazione o dottorati di ricerca, anche qualora si consegua tale stato successivamente all'inizio del corso di formazione specifica in medicina generale. A tal fine, prima dell’inizio del Corso e nei casi di ripresa dello stesso dopo periodi di interruzione, il medico in formazione sottoscrive una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni, attestante la non sussistenza di cause di incompatibilità ai sensi dell’art. 11 DM 7 marzo 2006 ovvero dichiarazioni di rinuncia ai suddetti rapporti incompatibili. In presenza di accertata incompatibilità ne consegue l'espulsione del medico tirocinante dal corso. Ai sensi dell'art. 19, comma 11, della legge n. 448 del 28 dicembre 2001, ai medici in formazione sono consentite - unicamente nei casi di accertata carente disponibilità dei medici già iscritti nei relativi elenchi provinciali per la medicina convenzionata e purché compatibili con lo svolgimento dei corsi stessi - le sostituzioni a tempo determinato di medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, nonché le sostituzioni per le guardie mediche notturne, festive e turistiche. Il carattere eccezionale della deroga di cui al citato art. 19, comma 11, legge n. 448/2001 esclude la possibilità di estendere la stessa ad altri rapporti di lavoro di tipo convenzionali. Nell'ipotesi di sostituzione del medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, non è consentita la sostituzione del proprio Tutor. Il medico che si iscrive ai corsi di formazione specifica in medicina generale, previo svolgimento di regolare concorso, può partecipare successivamente a fine corso o interrompendo lo stesso, ai concorsi per le scuole universitarie di specializzazione”.
NB: le informazioni inerenti al terzo anno di corso sono in fase di stesura e saranno presto pubblicate |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||