Segnaliamo due studi apparsi contemporaneamente su Archives of Internal Medicine (14 dicembre 2009) che analizzano i rischi conseguenti all’esposizione radiologica in pazienti sottoposti ad esame TAC.
Nel primo studio, retrospettivo, è stata valutata la dose equivalente di radiazioni dovuta all'esposizione agli 11 più comuni esami tomografici su un campione di 1.119 pazienti adulti consecutivi, in 4 centri californiani. Essa passava da 2 millisieverts (mSv) (l'esposizione naturale annuale è pari a 2,4 mSv) per una TC standard del capo a 31 mSv per uno studio multifasico dell'addome o della pelvi e, per il medesimo esame, mostrava una variabilità fino a 13 volte tra diversi centri, ma anche all'interno dello stesso centro.
Considerando il rischio di sviluppare un cancro a causa dell'esposizione, molto dipende dalle caratteristiche dell'esame, dal sesso e dall'età del paziente. In caso di angio-TAC in pazienti di 40 anni la probabilità stimata di insorgenza di un tumore era di 1 su 270 femmine e di 1 su 600 maschi, in caso di TC del capo era pari a 1 su 8.100 e a 1 su 11.080 , rispettivamente per femmine e maschi. Il rischio raddoppiava per i pazienti ventenni e si dimezzava nei sessantenni.
Il secondo studio ha applicato i modelli del National Research Council sugli effetti delle radiazioni da indagini tomografiche in funzione di organo studiato, età del paziente e tipo di esame.
Nell'anno 2007 erano state effettuate negli USA 72 milioni di TC. Ciò ha consentito di prevedere 29.000 casi di cancro attribuibili a tali indagini, soprattutto in seguito a quelle mirate su addome e pelvi (14.000 casi) , torace (4.100 casi) e capo (4000 casi) nonché alle angioTC del torace (2.700 casi).
Per saperne di più:
archinte.ama-assn.org/cgi/content/abstract/169/22/2071
archinte.ama-assn.org/cgi/content/abstract/169/22/2078