Segnaliamo l’articolo apparso sul British Medical Journal del 7 febbraio, che riporta i risultati di uno studio randomizzato controllato condotto in Inghilterra su 309 donne di età compresa tra 19 e 70 anni, non in gravidanza, con sospetta infezione delle vie urinarie.
Le pazienti sono state randomizzate a 5 diverse strategie di trattamento:
immediata terapia antibiotica empirica
terapia antibiotica empirica ritardata (dopo 48 ore, se permanevano i sintomi)
terapia antibiotica sulla base della positività di un algoritmo diagnostico (presenza di almeno 2 tipici sintomi di infezione delle vie urinarie)
terapia antibiotica se positività allo stick urinario per nitriti o leucociti e presenza di ematuria
terapia antibiotica mirata sul risultato di urinocoltura ed antibiogramma.
Gli outcome misurati sono stati la severità e la persistenza dei sintomi. Tutte le diverse strategie terapeutiche hanno portato al controllo dei sintomi in maniera similare, senza differenze statisticamente significative.
In particolare non si è rilevato alcun vantaggio nel prescrivere l’urinocoltura.
La prescrizione di antibiotici dopo uno stick positivo e/o l’assunzione ritardata di antibiotici se persistono i sintomi, sono strategie che possono contribuire alla riduzione dell’uso di antibiotici.
Per saperne di più:
http://www.bmj.com/content/340/bmj.c199.abstract