Segnaliamo uno studio pubblicato sul British Medical Journal dell’8 febbraio 2010*
in cui viene riportato un possibile aumento di mortalità da cancro alla mammella in donne che assumono, assieme al tamoxifene come terapia di fondo, anche un antidepressivo SSRI.
L’ipotesi che sottende lo studio è che la paroxetina riduca (o abolisca) il beneficio del tamoxifene, per un meccanismo di inibizione enzimatica competitiva ( citocromo P4502D6).
Dal punto di vista della qualità non è uno studio randomizzato controllato (RCT) e quindi, se il problema fosse di valutazione di efficacia terapeutica, non andrebbe preso in considerazione, ma tuttavia valuta possibili effetti nocivi rilevanti, quali l’incremento di mortalità per le donne che assumono contemporaneamente i due farmaci.
Si tratta di uno studio di coorte retrospettivo su 2430 donne canadesi >65 anni che assumevano tamoxifene e un SSRI (paroxetina, fluoxetina, sertralina, fluvoxamina, citalopram, venlafaxina). L’outcome considerato è la mortalità per cancro alla mammella.
Lo studio riporta che:
il 30% delle donne in terapia con tamoxifene hanno assunto almeno un antidepressivo durante il trattamento
per le donne che assumessero paroxetina per il 40% del tempo in cui assumono tamoxifene si avrebbe una morte in più per cancro alla mammella ogni 19 donne trattate per 5 anni. Oppure, per donne che assumessero per tutto il tempo della terapia con tamoxifene anche paroxetina, si avrebbe una morte in più ogni 7 donne trattate.
Questo effetto non è stato confermato per gli altri SSRI che però, nelle donne oggetto di studio, erano meno prescritti della paroxetina.
I risultati dello studio vanno considerati con molta cautela, per la presenza di possibili bias dovuti al fatto che non si tratta di un RCT, ma forse varrebbe la pena considerare quante sono, tra le nostre pazienti, le donne che contemporaneamente assumono tamoxifene e paroxetina.
Per saperne di più:
* www.bmj.com/cgi/reprint/340/feb08_1/c693