Sul numero dell’11 marzo del BMJ sono pubblicati i dati relativi ad un grande studio prospettico di coorte sui possibili effetti della pillola contraccettiva, per quanto riguarda la mortalità.
Lo studio ( Royal College of General Practitioners Oral Contraception Study) è iniziato nel 1968 con la partecipazione di 46.112 donne seguite nel tempo da 1400 General Practitioners (GP) inglesi.
Successivamente, nel 1996, la coorte delle donne è stata seguita utilizzando i registri di mortalità del Servizio Sanitario inglese.
I risultati pubblicati in questo articolo si riferiscono ad un periodo di follow-up di 39 anni.
Lo studio rileva che la contraccezione orale non risulta associata ad un aumento del rischio di mortalità nelle donne che hanno assunto la pillola contraccettiva, rispetto a quelle che non l’hanno mai assunta, anzi, i dati sembrerebbero evidenziare una riduzione del rischio di mortalità generale per le donne che hanno fatto uso della pillola contraccettiva.
I risultati vanno interpretati con cautela, per il grande numero di donne perse nel follow-up, per la possibile maggiore attenzione al proprio stato di salute delle donne che hanno utilizzato la terapia contraccettiva orale, per i limiti di uno studio osservazionale anche di grandi dimensioni, come questo, rispetto ad uno studio sperimentale vero e proprio.
Tuttavia, in accordo con i risultati di altre ricerche analoghe, i dati dello studio sono rilevanti perché confermano che non si evidenziano possibili rischi di mortalità, anche dopo lungo tempo, per le donne che hanno assunto la pillola contraccettiva, e che la contraccezione orale non risulta associata ad alcun particolare problema di salute pubblica.
Per saperne di più:
www.bmj.com/cgi/content/abstract/340/mar11_1/c927