Scuola di Medicina Scuola di Medicina  
 

Sei in: Istituto > FRIDA > Articoli

Presentazione

Iscrizione newsletter

Materiale incontri d'aula

Articoli

Archivio

  • [-]2012(6)
  • [-]2011(18)
    • [-]Dicembre(1)
    • [-]Novembre(1)
    • [-]Settembre(1)
    • [-]Agosto(1)
    • [-]Luglio(1)
    • [-]Giugno(3)
    • [-]Maggio(1)
    • [-]Aprile(2)
    • [-]Marzo(3)
    • [-]Febbraio(1)
    • [-]Gennaio(3)
  • [-]2010(24)


Formazione specifica in Medicina Generale

Contatti
 
Trento Nord
Condominio “Mesa Verde”
in Via Antonio Pranzelores n. 53
Tel: 0461 492431; 0461 492430
Fax: 0461 492432

Per qualsiasi informazione compila il nostro modulo.

 
 

 


07.07.2010
10:16

Controllo aggressivo della pressione arteriosa in pazienti diabetici con coronaropatia

Controllo aggressivo della pressione arteriosa in pazienti diabetici con coronaropatia

Il numero del 7 luglio di JAMA pubblica i risultati di uno studio osservazionale su 6400 pazienti, di età superiore ai 50 anni, diabetici in trattamento anti-ipertensivo e affetti da coronaropatia, sottogruppo di 22.576 pazienti dello studio INVEST, trattati inizialmente con un calcio antagonista o un beta bloccante, e successivamente con l’aggiunta di un ace inibitore e/o un diuretico per raggiungere l’obiettivo di valori pressori < 130/85.
I 6400 pazienti sono stati suddivisi in 3 categorie:

  •  in controllo “stretto”, se mantenevano i valori di P.A. sistolica <130 mm/Hg
  •  in controllo “usuale”, se mantenevano i valori di P.A. sistolica dai 130 a <140 mm/Hg
  •  in “non controllo”, se presentavano valori di P.A. sistolica > 140 mm/Hg.

Dopo un follow-up medio di 8 anni, i pazienti in “non controllo” hanno registrato un significativo aumento degli eventi cardiovascolari rispetto ai pazienti in controllo “stretto” (HR 1,46; 95% CI 1,25-1,71; p<0,001).
Tuttavia nessuna differenza significativa si è evidenziata, negli eventi cardiovascolari, tra i pazienti in controllo “stretto” e quelli in controllo “usuale”.
Ma, in termini di mortalità, il rischio di morte per tutte le cause è risultato più alto, in misura significativa, per i pazienti in controllo “stretto” che per quelli in controllo “usuale” (HR 1,15; 95%CI 1,01-1,32;p<0,04).
Gli autori concludono che, al momento, non vi sono evidenze forti per consigliare, nei pazienti diabetici ipertesi già affetti da coronaropatia, di ridurre i valori di P.A. a <130 mm/Hg, ma piuttosto a valori compresi tra 130 e 139 mm/Hg.

Per saperne di più:
jama.ama-assn.org/cgi/content/abstract/304/1/61

indietro




Project by POSIT S.c. Scuola di Formazione Specifica in Medicina Generale - P.I. e C.F: 80013290228 - segreteria@scuolamgtn.it