Il numero del 7 luglio 2010 del Journal of National Cancer Institute (JNCI) pubblica i risultati di uno studio di follow up basato sui dati del registro tumori svedese, e relativo alla mortalità specifca nei pazienti affetti da cancro alla prostata di rischio intermedio e basso.
Per basso rischio si intende un cancro in stadio clinico T1, con indice di Gleason < 6, e un livello di PSA iniziale < 10 ng/ml.
I 2686 pazienti a basso rischio, seguiti nel follow up (durata media 8,2 anni), sono stati suddivisi a seconda della scelta terapeutica a suo tempo compiuta:
- prostatectomia radicale o radioterapia;
- sorveglianza attiva ( approccio curativo solo in caso di progressione della malattia)
La mortalità per cancro alla prostata a 10 anni è risultata del 2,4% nei pazienti in sorveglianza attiva, e del 0,7% nei pazienti sottoposti a prostatectomia o radioterapia.
Il disegno osservazionale dello studio ha causato certamente forti bias di selezione, esplicitati dagli stessi autori ( es età media più elevata e presenza di comorbidità nei pazienti in sorveglianza attiva) e non consente alcuna conclusione sulla superiorità di una scelta rispetto ad un'altra.
interessante è però notare che i dati presentati consentono di affermare che, per i pazienti con cancro alla prostata definiti a basso rischio sulla base dei criteri utilizzati nello studio, il rischio di morte per tale patologia a 10 anni è veramente molto piccolo, a prescindere dalle scelte terapeutiche adottate.
Per saperne di più:
jnci.oxfordjournals.org/cgi/reprint/102/13/NP