Il numero del 19 agosto del New England Journal of Medicine pubblica i risultati di un RCT in aperto che ha indagato gli effetti dell’introduzione precoce di un programma di cure palliative, integrato con la terapia oncologica, per i pazienti con nuova diagnosi di cancro polmonare in stadio avanzato.
I pazienti (151) con nuova diagnosi di cancro polmonare (non microcitoma) metastatico sono stati randomizzati ad essere inseriti in un programma di cure palliative, gestite da personale medico e infermieristico specializzato, mentre seguivano le normali cure oncologiche. Il gruppo di controllo riceveva solo le normali cure oncologiche previste.
Nel gruppo di pazienti seguiti anche in modalità cure palliative si sono riscontrati migliori punteggi di valutazione della qualità di vita (p=0,03) e minori sintomi depressivi (p=0,001).
Essi hanno inoltre lasciato in misura maggiore documentazione scritta delle loro direttive anticipate rispetto alle cure di fine vita.
Il dato più sorprendente è però che, malgrado il fatto che una quota significativamente minore di pazienti nel gruppo seguito anche in modalità cure palliative abbia continuato a ricevere terapie oncologiche aggressive (16% vs 38%; p=0,05), la sopravvivenza mediana è stata per loro superiore (11.6 mesi) rispetto al gruppo di controllo (8,9 mesi; p=0,02).
Per saperne di più:
www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1000678