Il numero del 1 gennaio 2011 del LANCET pubblica i risultati di una metanalisi sulla riduzione del rischio di morte per cancro derivante dall’assunzione giornaliera di ASA (di almeno 75 mg ) per circa 6 anni.
Gli autori della metanalisi hanno selezionato i dati di 8 trials (per un totale di 25.570 pazienti) condotti per la valutazione dell’efficacia dell’ASA nella prevenzione di eventi cardiovascolari.
I dati relativi ai 674 pazienti deceduti per cancro evidenziano come l’uso di ASA riduca significativamente il rischio a lungo termine (20 anni) di morte per tutti i tumori solidi (HR 0,80; 95% CI 0,72-0,88;p<0,0001), e in modo più marcato il rischio di morte per neoplasie del tratto digerente (HR 0,65; 95%CI 0,54-0,78;p<0,0001).
I dati, così espressi, appaiono suggestivi e“impegnativi” ed hanno suscitato immediatamente un certo dibattito.
In proposito riportiamo integralmente alcuni passi di un editoriale di commento a questa metanalisi, pubblicato sul numero del 1 gennaio 2011 del BMJ:
“Raccomandare l’uso generalizzato di ASA ai pazienti di una data età per prevenire il cancro deve essere valutato con molta cautela perché bisogna essere certi che i vantaggi superano i rischi. Un 20% di riduzione del rischio relativo di morte per cancro, come evidenziato dalla metanalisi, sembra notevole, ma esprimendo i dati in termini assoluti i numeri danno un’altra impressione. Sui 25.750 pazienti seguiti nei trial, sono stati 20 i cancri in meno nel gruppo di pazienti, trattati con ASA per circa 6 anni, rispetto ai controlli. Esprimendo i dati in altro modo, vi è stata una riduzione del rischio assoluto di morte per cancro dello 0,5%, con un numero di soggetti da trattare per circa 6 anni di 200 pazienti, per evitare una morte per cancro. A ciò va aggiunto il dato di un eccesso di circa 100 pazienti, nel gruppo trattato con ASA, che hanno sperimentato un serio episodio di sanguinamento, prevalentemente gastro-intestinale.”.
Nello stesso editoriale di commento del BMJ, inoltre, viene sottolineato che gli autori della metanalisi pubblicata su Lancet hanno selezionato solo una parte dei trials che sono stati condotti con ASA in prevenzione primaria e secondaria. I criteri di selezione degli studi poi inseriti nella metanalisi presentano dei gradi di arbitrarietà che potrebbero incidere sui risultati.
L’efficacia dell’ASA in prevenzione oncologica rimane quindi un’ipotesi da verificare.
Probabilmente una risposta “definitiva” al possibile utilizzo di ASA in prevenzione oncologica primaria potrà essere data solo da trials specificatamente disegnati per rispondere a questo quesito.
Per saperne di più:
www.thelancet.com/journals/lancet/articl...0%2962110-1/abstract