La pubblicazione dei primi risultati di due rct di grandi dimensioni, uno europeo (ERSPC) e l’altro americano (PLCO), invece di fornire una definitiva prova pro o contro lo screening per il cancro della prostata, non hanno invece mostrato risultati inequivocabili in un senso o nell’altro. Il PLCO non ha dimostrato alcun beneficio sulla mortalità specifica , mentre l’ ERSPC ha evidenziato un miglioramento significativo della sopravvivenza specifica negli uomini sottoposti a screening (cut-off decisionale PSA 3 ng/ml) , ma con un alto tasso di sovradiagnosi e sovratrattamento.
Sul numero del 23 aprile del BMJ vengono riportati i risultati del follow up a 20 anni di un rct, condotto in Svezia, di valutazione di un programma di screening per ca della prostata, iniziato nel 1987 con solo esplorazione rettale, e dal 1993 ( da quando si è reso disponibile il PSA) associato con Psa e utilizzando come cut-off decisionale 4 ng/ml (analogamente alla nostra pratica clinica e all’rct americano PLCO) .
La popolazione studiata è relativamente piccola, rispetto allo studio PLCO e all’ ERPSC, 1494 maschi randomizzati allo screening vs 7532 controlli, ma l’alto tasso di adesione (>70%) e il lungo periodo di follow up rendono lo studio meritevole di segnalazione. Dopo appunto 20 anni di follow up il rischio relativo di morte per ca prostata nei pz sottoposti a screening è stato di 1.16 (95%CI 0.78-1.73), non significativamente diverso dal gruppo di controllo.
La percentuale di pazienti con tumore localizzato (T1-2, N0, M0) alla diagnosi è risultata invece significativamente più alta nel gruppo sottoposto a screening (56,5%) rispetto al gruppo di controllo ( 26,7%) (p<0,001).
Gli autori concludono affermando che, sebbene i risultati siano in qualche modo contraddittori, sia il loro studio che il PLCO che l’ERSPC indicano concordemente che, ci sia o non ci sia un reale beneficio dallo screening per il cancro alla prostata con PSA , un alto tasso di sovradiagnosi e sovratrattamento è una conseguenza ineliminabile.
Per saperne di più:
www.bmj.com/content/342/bmj.d1539.full.pdf