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02.06.2011
14:08

“Scelta informata” e screening del cancro del colon-retto

“Scelta informata” e screening del cancro del colon-retto

Il numero del 2 giugno 2011 del BMJ pubblica i risultati di uno studio randomizzato controllato sulle ricadute, in termini di conoscenza e di disponibilità ad aderire allo screening del cancro del colon-retto, di una informazione evidence-based  contenente una dettagliata valutazione quantitativa dei benefici e dei rischi.

Lo studio, condotto in Germania, ha interessato 1577 soggetti di età compresa tra 50 e 75 anni, randomizzati a ricevere una brochure cartacea e l’accesso internet a due moduli interattivi contenenti complete informazioni sullo screening del colon retto, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto la consueta informazione “persuasiva”.

La conoscenza sui benefici e sui rischi, così come l’attitudine a partecipare allo screening, sono state valutate a sei settimane di distanza, l’effettiva o la già pianificata adesione allo screening a sei mesi.

I soggetti che avevano ricevuto il materiale “evidence based” hanno mostrato un livello significativamente maggiore di buona conoscenza ( 59,6% vs 16,2%; p<0,001) ma una più bassa attitudine a partecipare allo screening (93,4% vs 96,5%; p<0,01), anche se l’intenzione a partecipare è largamente maggioritaria in entrambi i gruppi.

A sei mesi di distanza comunque l’informazione “evidence based” non risulta aver modificato significativamente l’effettiva o già pianificata adesione allo screening (72,4% vs 72,9%;p=0,87).

E’ quest’ultimo un dato importante visto che se da una parte  viene posto l’accento sull’aspetto etico che la partecipazione a campagne di screening dovrebbe rappresentare una “scelta informata”, dall’altra però esistono dei dubbi che un’informazione completa possa determinare un più basso tasso di adesione.

Per saperne di più : 

http://www.bmj.com/content/342/bmj.d3193.full.pdf

ricordiamo che un analogo studio è già presente in FRIDA (ottobre 2010) :

http://www.scuolamgtn.it/frida/articoli/blog-from/2010-10-01/blog-to/2010-10-31/

 Lo studio, condotto in Australia, ha interessato 572 soggetti adulti, di età compresa tra 55 e 64 anni, randomizzati a ricevere un “decision aid” cartaceo e un DVD nel gruppo sperimentale, e una normale brochure di invito a partecipare allo screening nel gruppo di controllo.

I soggetti che avevano ricevuto il “decision aid” hanno mostrato, alla fine dello studio, un maggiore livello di conoscenza sullo screening rispetto ai controlli (p<0,001), ma con una più bassa propensione ad aderire allo screening . In effetti il tasso di partecipazione successivo allo screening è risultato minore nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo (59% vs 75%; p=0,001).
Chi ha ricevuto il “decision aid” ha però avuto meno dubbi o esitazioni sulla scelta se aderire o meno allo screening rispetto ai controlli (p=0,02), dimostrando un maggior grado di consapevolezza sul profilo beneficio-rischio del test di screening . 

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