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Nutrizione e idratazione artificiale nell’ultima settimana di vita nei malati di cancro: una review sistematicaNutrizione e idratazione artificiale nell’ultima settimana di vita nei malati di cancro: una review sistematicaL’efficacia, in termini di miglioramento dei sintomi, della nutrizione e della idratazione nelle ultime fasi della vita dei pazienti malati di cancro non è a tutt’oggi fondata su evidenze conclusive. I sanitari che operano nei servizi di cure palliative generalmente si mostrano più scettici degli altri professionisti sui benefici della nutrizione e dell’idratazione artificiale, in particolare sul possibile alleviamento dei sintomi e della qualità di vita degli ultimi giorni. D’altra parte gli stessi malati, ma in particolare i famigliari, hanno spesso aspettative positive rispetto a queste pratiche e percepiscono la nutrizione e la idratazione artificiale come una misura di qualità dell’assistenza nelle cure palliative. Dal momento che la condivisione delle decisioni è certamente da considerarsi lo standard di pratica nelle cure di fine vita, fare chiarezza su questo tema è un rilevante tema di ricerca. A questo proposito il n.48 del 2011 di Lettera Clinica segnala una review sistematica pubblicata su Annals of Oncology (vol 22, n°7, luglio 2011) sull’utilizzo e sugli effetti nel paziente oncologico della nutrizione e dell’idratazione artificiale nell’ultima settimana di vita. Gli autori della review hanno selezionato 15 studi ritenuti di qualità accettabile . Dall’analisi dei dati risulta che la percentuale di ricorso alla nutrizione artificiale varia tra il 3% e il 53%, mentre per l’idratazione oscilla tra il 10% e l’88%. Alcuni studi riportano dati relativi agli effetti dell’idratazione :
Nessuno studio riporta dati sugli effetti della nutrizione artificiale. Gli autori concludono che le evidenze disponibili sono insufficienti per qualsiasi raccomandazione in merito alla pratica della nutrizione e dell’idratazione nell’ultima settimana di vita per i pazienti oncologici. Allo stato attuale, quindi, sembra ragionevole, in particolar modo per quanto riguarda l’idratazione artificiale, considerare la decisione di ricorrervi o meno come parte di un percorso di condivisione delle scelte con il malato e i suoi famigliari, che tenga conto delle loro aspettative esplicitando però il probabile scarso beneficio sulla qualità della vita degli ultimi giorni. Per saperne di più: http://annonc.oxfordjournals.org/content/22/7/1478.full.pdf+html |
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