Regolamento e programma

QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

Nel 1975 la Comunità Economica Europea (CEE) emanava le direttive 75/362/CEE e 75/363/CEE, finalizzate al riconoscimento dei diplomi, certificati e altri titoli medici che danno accesso all’esercizio della medicina nonché alla qualifica di medico specialista.

Venivano così gettate le basi per il riconoscimento dei titoli in campo medico tra gli Stati Membri della CEE e stabilite le condizioni minime essenziali per il riconoscimento degli stessi.

Dopo poco più di un decennio, a integrazione delle già citate Direttive Europee, giunge la Direttiva del Consiglio delle Comunità Europee 86/457/CEE “relativa alla formazione specifica in Medicina Generale”. Si tratta di un momento fondamentale per l’insegnamento della Medicina Generale in Europa.

E’  possibile comprendere come il termine “formazione specifica” non sia da intendersi in opposizione a “formazione specialistica” bensì a completamento della formazione di base: il medico che abbia intenzione di svolgere la professione di MMG deve possedere una formazione specifica nel settore di competenza in analogia e non in contrapposizione a quanto avviene per le altre branche specialistiche delle Cure Secondarie.

Con il D.Lgs 8 agosto 1991, n.256 la Direttiva 86/457/CEE viene recepita dal nostro ordinamento. In Italia viene istituito il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Il CFSMG si conclude con il rilascio di un “Attestato di formazione specifica in Medicina Generale”. Il D.lgs 256/1991 ribadiva che in Italia, a decorrere dal 1 gennaio 1995, avrebbero potuto esercitare la professione di Medicina Generale, salvo diritti acquisiti (peraltro molto più stringenti degli attuali), i possessori di una FSMG.

Nel 1993, a quasi vent’anni dall’emanazione delle Direttive 75/362/CEE e 75/363/CEE, il Consiglio delle Comunità Europee decise di riunire le Direttive in un unico testo e di incorporarvi anche la Direttiva 86/457/CEE, per ragioni di razionalità e chiarezza. Venne così emanata la Direttiva 93/16/CEE “intesa ad agevolare la libera circolazione dei medici e il reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati e altri titoli”.

La Direttiva 93/16/CEE verrà recepita in Italia nel 1999 dal D.lgs 17 agosto 1999, n. 368 e tuttora norma la FSMG. L’ Art. 21 del D.lgs 368/99 ribadisce che, per l’esercizio della Medicina Generale nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, è necessario il possesso di una FSMG certificata dal possesso di uno dei seguenti titoli: l’attestato di compiuto tirocinio teorico-pratico per la formazione specifica in Medicina Generale, l’attestato di formazione specifica in medicina generale e il nuovo Diploma di formazione specifica in Medicina Generale, quest’ultimo conseguito a seguito di un corso chiamato ancora Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, di durata biennale, ma normato dallo stesso D.lgs 368/99.  Il D.lgs riconferma le Regioni e le Province Autonome quali organizzatrici del corso (Art. 28).

Dopo appena due anni dalla promulgazione del D.lgs 368/99, la Direttiva 2001/19/CE del 14 maggio 2001 interviene a modificare la Direttiva 1993/16/CEE, portando la durata minima della formazione da due a tre anni. La Direttiva 2001/19/CE verrà recepita in Italia dal D.lgs 8 luglio 2003, n. 277, che andrà a modificare (Art. 9) il D.lgs 368/99, con l’adeguamento delle durate dei periodi formativi.

Nel 2005 viene emanata la Direttiva 2005/36/CE che non apporta cambiamenti sostanziali in tema di FSMG sebbene sia evidente il processo di semplificazione del quadro normativo in tema di libera circolazione dei medici in Europa.

Poco dopo viene emanato, finalmente, il Decreto del Ministero della Salute al quale venivano demandati molti aspetti del D.lgs 368/99: è il D.M. 7 marzo 2006, recante “Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in Medicina Generale”.

I primi dieci articoli definiscono le caratteristiche relative all’accesso al corso.

L’Art. 10 precisa che la durata del corso è triennale; gli Art. 11 e 12 definiscono rispettivamente i corsi a tempo pieno, specificandone le incompatibilità, e quelli a tempo parziale. 

L’ Art. 14 definisce che i corsi devono iniziare entro il 30 novembre, durare 36 mesi e terminare con l’esame finale entro il 31 dicembre del terzo anno.

Gli aspetti inerenti la formazione sono definiti dagli Art. 13, 15 e 16. 

L’Art. 17 precisa l’entità della borsa di studio conferita al corsista; tale importo, inizialmente equivalente a quello percepito dal resto dei medici in formazione post-laurea, diventa sensibilmente inferiore dopo che la legge 23 dicembre 2005, n. 266 ridefinisce il loro trattamento economico.

I premi relativi alla copertura assicurativa contro i rischi professionali e gli infortuni connessi allo svolgimento del corso possono essere corrisposti direttamente dal tirocinante o, a scelta di quest’ultimo, da parte della Regione o Provincia autonoma, autorizzate in tal caso a detrarre i relativi premi dalla borsa di studio (Art 18).

L’Art. 20 prevederebbe, al termine di ciascun corso, una valutazione congiunta tra Ministero della Salute e Regioni e Province autonome sull’andamento dei corsi.

Il D.L 158/2012 convertito con modificazioni dalla L. 8 novembre 2012, apporta un’importante novità per il miglioramento della condizione economica dei corsisti, prevedendo la definizione all’interno del Patto della Salute di “modalità, criteri e procedure per valorizzare, ai fini della formazione specifica in Medicina Generale, l'attività remunerata svolta dai medici in formazione presso i servizi dell'Aazienda Sanitaria e della medicina convenzionata”. Ad oggi quanto disposto dalla Legge resta inapplicato.

Il 20 novembre 2013 è stata emanata la Direttiva 2013/55/CE che modifica la precedente del 2005. I tre articoli inerenti la Medicina Generale vengono interessati marginalmente con modifiche nella forma, ma non nella sostanza, per il comma 1 dell’Art.28.