L’ambiente professionalizzante è costituito dall’area ospedaliere o dei servizi e dall’area di lavoro MMG, dove il corsista può essere tirocinante (tutoraggio MMG) o attivo professionista (supervisione).
L’ambiente professionalizzante attiva direttamente due dimensioni delle competenze: abilità e valori. Attiva indirettamente l’apprendimento delle conoscenze attraverso la stimolazione nel corsista dell’autoapprendimento di conoscenze di fronte al quadro clinico che lo interroga.
E’ responsabilità del corsista attivare le competenze specifiche che serviranno nell’esercizio della futura professione, rispettando così i suoi stili di apprendimento e i suoi tempi utilizzando le opportunità di apprendimento che ogni ambiente offre. D’altra parte, l’ambiente professionalizzante deve organizzarsi nell’offrire la possibilità di attivare le competenze prescritte.
Diversa è la situazione del corsista che agisce come professionista all’interno di un team di MMG. In questo caso deve imparare ad essere un professionista riflessivo, creandosi gli spazi di riflessione “on the job”, per poi condividere i casi e le riflessioni con il supervisore o i pari.
Come previsto dal decreto legislativo n. 368/1999, l’attività è articolata sulla frequenza di 7 aree:
A tali frequenze si aggiunge un periodo che il corsista può personalizzare in base all’autovalutazione del livello raggiunto per ciascuna competenza. L’offerta formativa a scelta è costituita da settimane negli ambiti professionalizzanti tradizionali oppure da frequenze individuate dalla Scuola in ambiti ritenuti significativi per il futuro MMG.
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